martedì 19 ottobre 2021

 

Ho appena finito di leggere:Le Nostre Vite di Francesco Carofiglio , un romanzo denso, profondo, straordinariamente ben scritto.

Devo dire che anche tutti i suoi libri precedenti mi erano piaciuti immensamente, questa è vera letteratura senza mai essere serioso o pesante.

Un libro che ha vari livelli, con contenuti psicologici ed esistenziali per nulla banali.


lunedì 18 ottobre 2021

 LA Pienezza della vita è ciò a cui tutti tendono, in un modo o nell'altro, e ognuno ,ovviamente, dà una sua declinazione personale a questo concetto.

Che significa vivere una vita "piena"? 

Credo che la pienezza della vita abbia principalmente a che fare con la capacità di godere di ogni singolo momento, indipendentemente che esso sia felice, doloroso o neutro, cioè con l'essere uno con ciò che stiamo vivendo.

Essere uno con l'esperienza esistenziale è direttamente connesso con la qualità della nostra presenza mentale nonchè la capacità di non giudizio.

Se siamo completamente presenti a ciò che viviamo e sospendiamo il giudizio cercando invece di lasciarci andare all'esperienza allora ci sentiamo pregni di eros e di senso.

Solo così possiamo veramente amare la vita e sentirne il senso intrinseco(che nulla ha a che fare con il senso che il nostro ego tende a dare alle cose).

Qualunque cosa stia esperendo , se la vivo in completa presenza mentale e senza giudizio , si manifesta una sensazione di pace, ricchezza interiore, di senso.

Ovviamente tutto questo non si sviluppa da solo(se non in alcuni rari momenti) ,necessita di una preparazione, di un allenamento .

La pratica meditativa, piuttosto che il tai chi o l'aikido, la pittura piuttosto che l'arrampicata, sono tutti strumenti utili a questo allenamento, scegliamo quello che ci è più idoneo e poi pratichiamo con diligenza, pian piano vedremo i risultati e la nostra vita sarà sempre più "piena" e "ricca".

giovedì 14 ottobre 2021

 In questi giorni ho avuto una intensa discussione,su di un forum, su come dovrebbe parlare e comportarsi un maestro di Dharma.

Il tutto era partito da maestri con chiare ed esplicite posizioni anti scientifiche e anti vaccino che avevano infastidito qualcuno.

Il mio pensiero è chiaro, un maestro di Dharma, così come un sacerdote o anche un qualsivoglia docente deve essere consapevole del potere di convinzione che il suo ruolo comporta e conseguentemente dovrebbe stare attento a ciò che dice e a come lo dice per non influenzare indebitamente gli allievi.

Se vado da un maestro di Dharma voglio che mi insegni la meditazione buddhista non che , usando il suo ruolo, cerchi di convincermi di certe idee politiche, scientifiche o non e chi più ne ha più ne metta.

I buddhismo non è fideistico e non ha dogmi ,conseguentemente dovremmo aiutare le persone a decidere in autonomia e non a scimmiottare le nostre scelte o comportamenti.

So bene che il distinguo fra normale influenza e plagio è assai sottile e proprio per questo bisogna stare attenti.

Uno è liberissimo di essere contrario ai vaccini o alle trasfusioni ma , nel suo ruolo, dovrebbe evitare di fare propaganda di quelle che sono idee personali e che nulla hanno a che fare col Dharma.

Direi che ne abbiamo già avuto abbastanza dei preti che predicavano contro l'unità d'Italia, poi contro il comunismo e poi il divorzio, senza metterci i maestri buddhisti che si mettono a fare i no-vax e no pass o i paladini di questo o quel movimento politico


martedì 12 ottobre 2021

 In questi giorni, anche a seguito delle cose assurde successe a Roma, tutti, anche vari forum e siti Buddhisti, parlano del Green pass ,dei vaccini ecc. e qualcuno mi ha pure chiesto che ne penso.

Premesso che sono un pò stanco di tutto questo dibattito super-ideologico e senza senso e che .ovviamente, avrei preferito che il covid non ci fosse , personalmente non vedo tutto questo infuriarsi per il green pass: è una scelta  emergenziale a fronte di una situazione critica.

Poteva essere pensato e strutturato meglio? probabilmente sì , ma, visto che hanno permesso di averlo anche col tampone(per venire incontro ai no-vax) dove sta il problema?

Lo stato ti dà il vaccino gratis, non lo vuoi fare , ti fai i tamponi e te li paghi tu(pure a prezzo calmierato) , che c'è di così drammatico?

E' una limitazione della libertà personale? forse, ma abbiamo infinite limitazioni di cui non ci lamentiamo(dobbiamo prendere la patente per guidare, il passaporto per andare in certi paesi, fare certi vaccini per andare a scuola, un tempo eravamo costretti alla leva militare), quindi credo che sia una faccenda tutta strumentale a giochi politici.

Io mi sono vaccinato, mostro il green pass ove richiesto e, francamente, non lo trovo così drammatico e se poi serve a farci stare più sicuri o a non bloccare l'economia, tanto meglio!

Sbaglierò io, ma credo che i rischi per la democrazia siano altri e di cui non si parla quasi mai.


mercoledì 6 ottobre 2021

sabato 2 ottobre 2021

 “Io chiedevo non se siete credenti o non credenti, ma se siete pensanti o non pensanti. L’ importante è che impariate a inquietarvi. Se credenti, a inquietarvi della vostra fede. Se non credenti, a inquietarvi della vostra non credenza. Solo allora saranno veramente fondate».Card.Martini

Non male direi......temo che i non pensanti siano, ormai, la maggioranza, non ci si inquieta più per nulla, si tollera anche l'intollerabile

 La Chiesa cattolica, ma non solo, si scaglia spesso contro il relativismo etico, cioè contro l'dea che ogni etica ha un suo relativo valore e che nessuna ha un valore assoluto.

Comprensibile, una visione del genere mina alle fondamenta le pretese di Verità e Assolutezza delle varie religioni , riportandole tutte a ciò che sono: il prodotto della tensione umana verso l'Assoluto, influenzate culturalmente e storicamente.

Un meditatore dovrebbe comprendere naturalmente che ogni costruzione etica, religiosa, filosofica non è che un prodotto mentale, che può avere un suo relativo senso in uno spazio/tempo definito, al di fuori del quale diventa insensato.

Per fare un esempio: il divieto di ogni atto sessuale non riproduttivo , aveva un suo ,relativo, senso ai tempi biblici, quando qualche tribù di nomadi del deserto voleva diventare un grande popolo eletto, è assurdo e inconcepibile ad oggi in un mondo con 70 miliardi di persone e imminenti problemi di approvvigionamento di cibo e acqua....eppure c'è chi continua a ritenerlo un dictat divino.

Relativizzare le etiche è liberatorio, anche se disorientante per molti, e può porre le basi per una vera accettazione dell'altro: se io non ho lo verità , posso accogliere anche quelle altrui.

Non possiamo imporre/esportare le nostre etiche e filosofie di vita(vedi: democrazia ecc) , queste sono il frutto di un percorso storico e sociale che è nostro e nulla ha che fare con i percorsi altrui, che sono, peraltro, legittimi quanto i nostri .

Non è che il cannibale sia peggio di noi, è differente, ha avuto percorsi storici e culturali per noi difficilmente comprensibili, come noi risultiamo incomprensibili a lui.

Ricordo lo stupore degli Apache quando i bianchi non li torturavano dopo la cattura, era sdegnati, perchè nella loro cultura ,torturare il prigioniero era il modo per permettergli di dimostrare la propria e forza e il proprio coraggio, non farlo era mostrare disprezzo.

Possiamo non condividere la cultura Apache, ma ha un suo senso, relativo, in quella realtà e non anniamo alcun diritto di definirla barbara o inumana.

Ci sono mille modi di essere umani, di vivere la sessualità, la guerra, e ogni altro aspetto esistenziale, mille modi diversissimi eppure tutti ,relativamente, sensati.

Dico "relativamente" perchè si tratta di un "senso" storicamente/culturalmente determinato......La prospettiva Assoluta è al di là di tutte queste dicotomie e accoglie tutto e il contrario di tutto in sè.....

giovedì 23 settembre 2021

 LIBERTA' E RESPONSABILITA'(per non parlare della consapevolezza) sono concetti che dovrebbero sempre andare insieme, anche se di questi tempi la cosa non va tanto di moda.

Che la mia libertà finisca dove comincia quella altrui ,dovrebbe essere qualcosa di assodato ,invece sempre più voci urlano affinchè la propria libertà sia senza limiti in una sorta di delirio anarcoide.

Nell'ottica buddhista ogni nostro pensiero/emozione/pulsione va consapevolmente osservato e portato nell'atto solo se siamo ,ragionevolmente , sicuri che non arrechi danno e noi e agli altri, perchè ,in caso contrario, si crea karma negativo .

Indipendentemente che crediamo nel karma, credo sia buona prassi per chiunque valutare se le nostre scelte/azioni possono avere degli esiti nefasti o anche solo fastidiosi per gli altri....è questione di banale rispetto!

Se voglio andare in spiaggia alle due del pomeriggio in pieno agosto e ho con me il mio cane dovrei preoccuparmi anche di come sta lui sotto il sole a picco e sulla sabbia rovente, oltre che preoccuparmi della mia abbronzatura....così come non dovrei mettermi ad ascoltare hard rock a tutto volume in condominio quando i vicini dormono o riposano....tanto per fare esempi banali.

Ognuno di noi è libero (per quella piccola parte di libero arbitrio che abbiamo) ma non di creare fastidio a danno ad altri, è il minimo sindacale per una coesistenza pacifica e per un minimo di non-violenza.

Sono concetti banali? sicuramente, ripetuti anche da mille parti , ma sempre più disattesi in questo mondo alla deriva.

Se non ritroviamo quel minimo di gentilezza amorevole (per usare un termine buddhista) nei confronti di chi ci circonda, altro che karma negativo, si va alla disgregazione di ogni convivenza civile.

Mi facevano vedere sui social  due rapper di due quartieri differenti di Milano, che istigavano i loro fans a scontrarsi per mostrare la superiorità di uno o dell'altro quartiere!

Ai miei tempi la musica portava valori di Pace e Amore, ora di violenza e sopraffazione, che degrado!

Altro che meditazione. misticismo ecc.mi accontenterei anche solo di un pò di buon senso e gentilezza reciproca, sarebbe già qualcosa e ci permetterebbe di vivere un pochino meglio.

Impariamo anche solo a sorridere a chi incontriamo, a fare un saluto, a volte basta poco per creare un'atmosfera meno pesante.

sabato 11 settembre 2021

 " l’appartenenza non la si crea con legami di dipendenza, né con soggezioni psicologiche, né con riferimenti affettivi ad un’unica persona, né delegando un altro a darci la vita che non troviamo in noi. L’appartenenza non la si crea neppure con l’etica del dovere, o con il solo ricorso alla forza della volontà, o con una iper-responsabilità che diviene autolesionistica, ma la si crea trovando radici e motivazioni in noi stessi" L. Manicardi

Come appartenere ad una comunità, fede, Via ecc. in modo sano e non nevrotico?

"Trovando radici e motivazioni in noi stessi" dice Manicardi,indiscutibile, ma come trovare queste radici e motivazioni?

Prima di tutto ascoltandoci, l'arte dell'ascolto del proprio Sè è il fondamento, senza ascolto autentico finiamo per seguire solo la voce dell'Io che non può che portarci fuori strada.

Ascoltare la nostra voce interiore, connettersi con la nostra natura illuminata , solo così possiamo trovare vere radici e motivazioni.

Chi inizia la pratica meditativa o qualunque altra via, se non ha radici e non è veramente motivato ,prima o poi,lascia.....o si attacca in modo malato alle sole forme esteriori(regole, riti ecc) senza mai andare in profondità.

Non possiamo motivarci col senso del dovere,con la forza di volontà o altri giochi dell'IO, la motivazione deve nascere dalle profondità del Sè oppure non è vera motivazione.

La vita monastica, con la supervisione dei superiori e dei confratelli (sangha) ,nasce dal bisogno di smascherare le false motivazioni e spingere verso una sempre maggiore autenticità.

Anche senza vivere in monastero il confronto con un insegnante e dei compagni di percorso può essere utilissimo per capire se la nostra pratica è autentica o se ,invece, è egoica e autoreferenziale.

Aiutarsi a vicenda a smascherare le nostre astute automenzogne  è qualcosa di utilissimo e veramente fraterno , che pone le basi per autentiche amicizie spirituali.

domenica 5 settembre 2021

" Dove non c’è piú la mistica ci sono le regole" L.C. Candiani

Decisamente vero.....ogni religione strutturata nasce quando lo slancio mistico iniziale scompare, ecco nascere le regole, le limitazioni ,le "morali".

Questo è accaduto in ogni tradizione ed è per questo che dobbiamo riconoscerne i limiti, sono solo dita che indicano(quando ancora sanno indicare) la luna, ma la luna è altro.

Dobbiamo ritrovare il nostro slancio mistico, la nostra innata capacità di contemplare, cioè di aprirci meravigliati a tutto ciò che è, senza negare o rimuovere nulla.

Accogliere la vita in un tutte le sue forme, in pienezza, anche se , a volte, ci terrorizza e ci ferisce, questo è il segreto del mistico.

Le regole ci aiutano a creare contenitori rigidi in cui ci sentiamo sicuri, protetti da certezze morali: questo è giusto, questo sbagliato, contenitori o bozzoli che non ci soffocano e non ci permettono di trasformarci in farfalla e volare.

Forse il nostro volo sarà brevissimo come quello della farfalla ma sarà di una bellezza piena di grazia.

Se il nostro meditare ha un senso, beh è quello di risvegliare il nostro lato mistico e contemplativo, di distendere le ali e arrischiare il volo , oltre i confini sicuri delle nostre pseudo-sicurezze

venerdì 3 settembre 2021

 " nessuno può conoscere i propri figli, più che altro risultano essere lo specchio dei nostri errori" M.Miller

Sono "inciampato" in questa affermazione l'altro giorno, dopo una discussione, un pò più accesa del solito, con uno dei miei figli.

Quel giorno ,in effetti, vedevo in lui esattamente alcuni miei comportamenti sbagliati, in una sorta di gioco di specchi piuttosto doloroso.

Non so se la Miller ha completamente ragione, certo è che, a volte , coglie nel segno.

Riflettendoci questo vale per i figlio biologici ma anche per quelli spirituali (allievi e studenti) che finiamo per influenzare con i nostri errori, con le nostre proiezioni e e nevrosi.

Chi ha mai detto che gli insegnanti(spirituali e non) sono privi di qualsivoglia nevrosi irrisolta?

Sarebbe bello e funzionale ma siamo tutti umani e anche il più illuminato si porta dietro il suo fardello esistenziale ,va da sè che può, anche inavvertitamente, farlo gravare sugli allievi.

Non c'è nulla di peggio dell'allievo che si beve le nevrosi del maestro insieme con l'insegnamento e che finisce per scimmiottarlo sia nel bene che nel male.

Dovremmo fare crescere i nostri figli e allievi in modo che vadano per la loro strada e con le loro gambe ,non copiando la nostra e appoggiandosi sempre a noi, dovremmo ma spesso non lo facciamo.

Il famoso detto recita :" se incontri il Buddha uccidilo" , dovremmo fare altrettanto con padri e maestri e loro ne dovrebbero essere felici.

Non sempre è facile per noi padri e maestri , anzi spesso è difficilissimo ma, prima o poi, dovremo pure accettare che escano dal nido se devono imparare a volare!

Per il momento guardo nello specchio dei miei figli e allievi e vedo nitidamente i miei errori, in fondo è un bell'insegnamento ,anche se non non sempre piacevole.

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Una bella canzone di Finardi, sul tema....




 vangelo di Tommaso sesta puntata.........poi stop......questo blog non ha visualizzazioni.( due/tre)....le prossime puntate le trovate sul ...